Muore la REDHOOK e l’Italia sta a guardare. Viva la REDHOOK.

Vincitori in 3 prove su 4 della RHC 2018 con Pippo Fortin e Rachele Barbieri, vincitori a squadre con IRD Squadra Corse, gli Italiani rappresentano come team e come atleti il gruppo più numeroso del panorama fixed internazionale. 
E’ di qualche giorno fa l’ufficializzazione dell’annullamento del circuito REDHOOK per il 2019 e lo spostamento a data e luogo da definirsi della RAD RACE il “mondiale non ufficiale” di Berlino. 
Oggi gli olandesi organizzatori della NL SERIES si candidano ad essere i nuovi #redhookers, prendere il testimone di Trimble e con un calendario di 5 gare (peraltro assurdamente diverso per uomini e donne…) imporsi come i veri padroni dello scatto fisso con gare nel centro di Amsterdam e Rotterdam, premi e altre suggestioni da definirsi. 

La Federazione Ciclistica Italiana sotto la campana amatoriale ha presentato un ipotesi di progetto qualche mese fa, aperto una pagina sul sito nella sezione amatoriale con le classifiche e i ranking del 2018 e… più nulla. 
Solo Roma con l’ufficializzazione della gara dell’8 giugno come prova di assegnazione della maglia di Campione Italiano FCI (al porto di Roma…) sembra aver definito un obiettivo. E’ girato un calendario provvisorio (che pubblicheremo per buona fede) mai pubblicato né confermato e i team che vorrebbero coinvolgere partner e sponsor sono in una imbarazzante situazione di stallo che provocherà di certo problemi nell’inizio della stagione.
Chi affianca al fixed attività di strada e pista ha necessità di calendarizzare la stagione e l’approccio “old school” di alcune organizzazioni non può offrire a chi per lo scatto fisso investe tempo (e denari) una soluzione completa. 

Cosa succederà? Che gli Italiani andranno a correre in Olanda? E’ possibile perché loro con una organizzazione traballante ma coerente ci stanno provando raccogliendo un testimone da Trimble che aspettava solo un erede. 

E abbiamo capito che in Italia questo spirito non c’è. 
Non vogliamo essere polemici ma con tutta sincerità un sito web, un calendario, informazioni, proposte, si concludono in silenzio più motivato da tentativi personali, faide e antipatie che sviluppato per un reale amore per questo sport. 
Più di 18 le gare fixed in Italia nel 2018, Titoli ufficiali e non ufficiali assegnati, gare fatte in luoghi splendidi come il villaggio Crespi o le Terme di Caracalla e ci facciamo smerdare dalla periferia dell’Aia. 

Tutti noi conosciamo chi organizza o cerca di farlo nel mondo fixed, tutti noi vorremmo che evitassero di pensare a interessi personali e combinassero un calendario forte, internazionale, accattivante. 
Ma forse ormai è tardi e in questo 2019 molti correranno quando capiterà e dove capiterà, probabilmente seguendo gli eventi che sembreranno più seri. Alcuni rivolgeranno le proprie attenzioni alla pista, molti torneranno a divertirsi per strada.

Qui nessuno ha la velleità di voler essere un organizzatore ma dalla parte dei corridori è ridicolo che l’Italia sia ridotta così. 
Siamo certi che non ci sia soluzione?

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