LA RAD RACE PARLA ITALIANO – Tripletta T°RED ad Amburgo nell'”Unofficial World Championship 2019. con Fedrigo su Lezica e Corrocher. Solo la Vigie batte Selva e Dotti.

Proprio nell’anno in cui il fixed sembra via via scomparire con presenza sempre più risicate, ma il tentativo di un’organizzazione coerente con una disciplina che deve cambiare e crescere, l’Italia dimostra di essere leader delle criterium fixed nella più importante manifestazione dell’anno.
Dopo la vittoria di Andrea Tincani in Corea alla King of Track il Campionato del Mo do FIXED “unofficial” della RAD RACE FXD42 si trasferisce ad Amburgo in concomitanza con la EuroEyes Cyclassics dei professionisti che si cimenteranno sullo stesso tracciato degli atleti della RAD RACE.



Una sfida a distanza tra i più acclamati velocisti del mondo e gli atleti del fixed spesso considerati corridori di qualità inferiori ai ciclisti strada. Ma proprio questa RAD RACE darà degli esiti davvero interessanti a proposito.

Protagonista indiscusso alla partenza, intervistato dalle TV tedesche e dalla stampa internazionale (l’evento è trasmesso in diretta streaming da GCN) Stefan Schaefer, per il team Tekkerz di Alec Briggs, ambisce al titolo che manca alla sua carriera decennale con sette titoli nazionali su pista, un Campionato Europeo Stayer e dieci anni di carriera in team continental e vittorie in criterium fixed di massimo prestigio in tutto il mondo.
A Schaefer manca il titolo di “World Champion” e la quantità di go-pro montate sulla sua bici lasciano pensare che il vero protagonista sarà lui.
Tuttavia il Campione in carica Nico Hesslich, anche lui ex pistard arrivato al FIXED nel team 8BAR e vincitore in solitaria dell’edizione 2018 sembra in ottima forma dopo il 2° posto alla 8BAR CRIT di Berlino e la costruzione di un team sulla carta fortissimo con il professionista Manuel Porzner più volte vincitore in questo 2019.

Tra i team italiani IRD MODENA non potrà contare sul “King of Track” Andrea Tincani ma ha un Luca Cingi in ottima forma mentre Steel Drali vanta la leadership nel ranking femminile FCI di Jasmine Dotti (già due volte Campionessa del Mondo alla RAD RACE) e un team maschile di ottimo livello. Ma è il T°RED FACTORY RACING, in testa al campionato a squadre FIXED FCI e vincitore con tutti gli atleti della squadra in questo 2019 di almeno una gara a presentarsi come l’avversario più imprevedibile per 8BAR e Schaefer.

Partenza usuale per la RAD RACE con il primo tratto autostradale che vede immediatamente all’attacco Nico Hesslich che in posizione da inseguitore piazza un inizio gara a ritmo incredibile da solo percorrendo oltre 10Km in solitaria a quasi 50Km/h. Il gruppo ben controllato da Porzner e dai suoi compagni di squadra recupera però sul campione in carica fino a raggiungerlo ai 15Km dalla partenza.


Quest’anno, a differenza della gara usualmente svoltasi a Berlino, c’è un’ulteriore incognita ad animare la gara ovvero la prezsenza di una salita di 3,5Km, il Kösterberg, un tratto che ha “spaventato” quasi tutti spingendo alla scelta di un rapporto che non penalizzasse troppo nel tratto in salita che si affronta al ventiquattresimo chilometro. Prima dell’attacco del Kösterberg è Juan Ignacio Curuchet del T°RED FACTORY RACING a provare un’azione solitaria che spacca il gruppo.


L’argentino di T°RED spinge un rapporto lunghissimo e nessuno prova a chiudere confidando di chiudere sulla salita che il gruppo affronta compatto. E’ solo Luca Cingi (IRD MODENA) già protagonista alla cronoscalata del San Luca con un ottimo secondo posto a uscire dal gruppo e raggiungere Curuchet e condurre la gara in solitaria fino alla vetta della salita.

Ma l’italiano e l’argentino subiscono il rientro del team Look con Achille Metro e di 8Bar con Porzner che riportano il gruppo unito mentre Schaefer approfitta del lavoro delle squadre avversarie non sprecando energie e riservandosi per un finale in volata che ha sempre caratterizzato la gara dei pro vinta lo scorso anno da Elia Viviani.

Ai -10 il gruppo è compatto con una media superiore ai 45Km/h nonostante la salita appena conclusa e l’andamento pianeggiante del finale lascia intuire un arrivo in volata. Nel live streaming il cronista di GCN offre grandi chance ai team tedeschi e sottolinea la (quasi) invisibilità degli italiani che a parte l’exploit in salita non conducono la gara.


Ma le gare come questa si vincono e conducono anche con la tattica e ai -5 dal traguardo quando ormai si è nelle strade di Amburgo si portano al comando cinque uomini. E’ il quintetto “blu” di T°RED a allungare il gruppo aumentando la velocità in modo quasi insostenibile con Alex Verardo (vincitore della Ursus Crit a Trieste) a tirare da solo con Curuchet, Lezica, Fedrico e Corrocher a ruota. Gli 8Bar provano a fare altrettanto con un “treno” di tutto rispetto per Hesslich cui si accoda anche Schaefer in vista della volata ma quello che anche nello streaming appare evidente è che i TREDDERS montano un rapporto lunghissimo che permette al treno blu di fare velocità senza portare gli atleti fuori giri. Ai -3 Verardo lascia il posto a Curuchet che anche con una clavicola fratturata alla Zuricrit una settimana prima sfrutta la posizione del suo manubrio e spinge un lungo rapporto fino ai 900 metri dal traguardo.

Da questo punto il video dell’arrivo racconta più di ogni parola con l’inlese James Ambrose Parish che cerca di anticipare tutti lanciando una volata lunghissima con Stefan Schaefer a ruota e il terzetto T°RED sulla destra alle transenne.
E’ ai -300 che il velocista italiano Leonardo Fedrigo sferra l’attacco decisivo seguito dal compagno di squadra Facundo Lezica (2° per meno di due centimetri alla recente Zuricrit in volata sul nazionale svizzero campione nazionale Mauro Schmidt). Fedrigo e Lezica guadagnano subito trenta metri spingendo un rapporto insostenibile per gli altri, il tentativo di Rubio (IRD MODENA) di restare sulle ruote dei due tredders dura meno di cento metri ed è assorbito dal terzo uomo T°RED FACTORY RACING Mattia Corrocher che raggiunge i compagni già a braccia alzate a completare un podio che parla solo italiano (e Argentino per lo sciamano Lezica).
Fedrigo e Lezica passano il traguardo a braccia alzate primo e secondo con Corrocher terzo con Parish, Schefer e Den Toom nelle prime sei posizioni.


Gli Italiani forse non si vedevano ma hanno riempito il podio e con Gianluca Remondi (IRD MODENA 8°) e Simone Cerio (Steel Drali 11°) hanno dimostrato l’ottimo momento della nostra nazione nel panorama FIXED, solo 13° il campione in carica Nico Hesslich.
Leonardo Fedrigo (alla sua prima gara FIXED) torna a vincere in volata dopo un anno nel Team Wiggins e un rapido passaggio in Androni che lo ha portato a scegliere la pista e le criterium fixed come campo di gara per le prossime stagioni. Lezica e il team T°RED FACTORY RACING che vincono anche il titolo a squadre, si confermano i più forti anche la livello internazionale cogliendo un successo che ha dell’incredibile.



Il rapporto utilizzato da Leonardo Fedrigo che nelle foto del podio ostenta una corona Royce da 58 denti ha stupito anche gli organizzatori ma forse, insieme alla strategia dei tredders è stata una delle chiavi del successo del team delle bici gardesane.

Nella gara femminile la sfida tra Margaux Vigie (Team Look Criterium), vincitrice di quasi tutte le prove disputate nel 2019 e del King of Track in Corea e Francesca Selva (T°RED FACTORY RACING), l’unica capace di batterla in volata alla Zuricrit, si propone come il leitmotive della gara.
Ma anche il ritorno di Jasmine Dotti, vincitrice del World Championship FXD42 nel 2016 e 2017 è certamente da tenere d’occhio anche considerando che la Dotti (Steel Drali Reparto Corse) guida il ranking nazionale italiano fin dalla prima gara.

Il via della gara femminile segue quella maschile di dieci minuti e la ridotta presenza di partecipanti certamente non favorisce una gara veloce e lascia intuire che saranno vincenti le rasoiate individuali in particolar modo sul Kösterberg dove le atlete non potranno contare sulla “spinta” del gruppo e dovranno affrontare la salita da sole.

I primi venti chilometri passano abbastanza tranquilli con qualche attacco sporadico non seguito dalle migliori ma è proprio l’attacco del Kösterberg a fare la prima selezione: Vigie, Dotti e Selva restano da sole ad affrontare la salita senza scendere mai sotto i 30Km/h. Dallo streaming video è chiaro che Vigie e Dotti hanno un rapporto più agile di Francesca Selva che sale di potenza perdendo forse quella brillantezza che le era valsa la vittoria a Zurigo.
Le tre procedono insieme fino al primo scollinamento dove la Vigie attacca senza esitazioni e guadagna una trentina di metri sul tandem italiano Dotti/Selva che procedono insieme fino all’inizio della discesa con Margaux a circa 40 metri.


Il percorso non presenta ulteriori insidie ma le doti da cronowoman della Vigie le consentono di tenere la distanza sul vallonato che entra nel tratto urbano e di incrementare ulteriormente il vantaggio sulle due italiane.

All’inizio del tratto transennato la vittoria della Vigie è scontata e Selva e Dotti mantengono le ultime energie per la volata finale che vede prevalere la ventenne veneziana del T°RED FACTORY RACING sulla due volte campionessa del mondo.

La Vigie è dunque l’unica “non italiana” (se si fa eccezione per Facundo Lezica, argentino ma oramai portacolori del team italiano T°RED FACTORY RACING e due volte vincitore del ranking italiano FCI) sul podio delle due gare che assegna anche il titolo “mondiale” a squadre al team gardesano davvero invincibile in questa edizione della RAD RACE FXD42


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