RRW CRITERIUM RICCIONE – E’ doppietta T°RED con Curuchet e Selva, le polemiche non fermano lo spettacolo.

E’ stata una gara corta (solo 20 minuti la finale A) ma spettacolare per la qualità dei corridori e la cornice affascinante del centro di Riccione con un pubblico numeroso e coinvolto. E’ stata però anche la gara delle polemiche sulla sicurezza che, dopo l’incidente di Michael Capati alla URBE Crit di Ostia valida con Campionato Italiano avrebbe a nostro avviso (e non solo) meritato maggiore attenzione. La sicurezza del tracciato di gara e la serenità dei corridori sono i requisiti fondamentali per far crescere un movimento fixed in cui forse qualcuno rimpiange alleycat e criterium improvvisate ma che sotto un’egida federale voluta nel 2017 e con un livello di corridori che stanno trasformando in tutto il mondo questa disciplina in una competizione sportiva di altissimo livello (basti vedere gli esempi della Fixed Nations Cup o dell’ 8Bar Crit o delle Thunder Crit).
La formula con gara A e gara Urban permette di avere spettacolo su livelli e scelte di partecipazioni differenti ma nel giro di formazione della Finale A c’erano persone che passeggiavano lungo il tracciato di gara, varchi di attraversamento aperti male presidiati anche dalle forze dell’ordine locali e i corridori non hanno voluto partire finché non so sono sentiti sicuri.
Correre a 50km/h su un tracciato cittadino stretto a scatto fisso e senza freni con il timore (dichiarazione di uno degli atleti in gara) “che da un momento all’altro qualcuno potesse aprire una transenna e attraversare non dovrebbe essere divertente per nessuno e crediamo che più sicurezza nelle gare farebbe arrivare anche nuovi team e corridori magari dal settore pista o dalla strada.

FINALE FEMMINILE
Tornando alla cronaca di gara, la finale femminile vede Martina Biolo (ONE GEAR CINELLI) indossare a meno di una settimana dalla conquista del titolo italiano la maglia tricolore e difendere strenuamente il suo primato dagli attacchi di Arianna Coltro (IRD), Letizia Galvani (CYKELN) e da una scatenata Francesca Selva che dopo il rientro ai Campionati Italiani a sei mesi esatti dall’incidente di Ginevra vuole a tutti i costi dimostrare a se stessa la propria competitività. Il tracciato consente rilanci e allunghi che si susseguono per tutta la gara con Galvani e Coltro che più volte attaccano prendendo un certo margine ma vengono sempre riassorbite dal gruppo.
Sono in quattro a passare in testa all’ultimo giro: Biolo, Selva, Coltro, Galvani con la Coltro che cerca di prendere l’iniziativa ma perde ancora la bici in curva (in una stranissima scivolata che ricorda quella di Ravanna e che forse è da attribuirsi più al mezzo che a un errore della bravissima Arianna) e scivola perdendo ogni possibilità di combattere per il podio. La vera volata si tiene a due curve dall’arrivo e Francesca Selva salta Galvani e Biolo prendendo alcuni metri di vantaggio e passa il traguardo con un urlo di liberazione che aspettava da sei mesi.

CLASSIFICA FEMMINILE


La finale URBAN si è svolta in contemporanea (gli uomini sono partiti con 30 secondi di vantaggio) ed ha visto i protagonisti alternarsi al comando in una gara incerta fino all’ultimo giro. con Marco Cavallo (SIMO BIKE) che ha la meglio su un ritrovato Matteo Manzi (IRD) e Alessandro conti che ci regala a questo LINK il video completo in soggettiva della gara.

FINALE A
Come già scritto a causa di alcuni spettatori poco rispettosi della sicurezza degli atleti la gara parte in ritardo e viene ridotta a 20 minuti al cardiopalma. La lunghezza di gara ridotta impedisce azioni individuali concrete e il gruppo di testa con i due argentini di T°RED FACTORY RACING Facundo Lezica e Juani Curuchet si alternano al comando con i due portacolodi di IRD SQUADRA CORSE Andrea Tincani e Gian Luca Remondi con marcature a uomo che impediscono a chiunque un’azione individuale. Simone Cerio (DRALI), Mattia Capece (DAFNE FIXED) e Alex Verardo (T°RED FACTORY RACING) restano attaccati ai quattro con Verardo che tenta anche un’azione personale subito tamponata dai due IRD.
Lezica e Tincani fanno gara parallela e lasciano negli ultimi giri una decina di metri a Curuchet e Remondi che approfittano per creare il buco all’ultimo giro e disputare una volata che vede l’argentino non perdere mai il comando e passare il traguardo da solo a braccia alzate.
E’ la prima vittoria del figlio del Campione Olimpico della madison a Pechino 2008 alla sua seconda gara fixed (4° posto all’esordio di Ravenna) che dimostra una gran gamba e grandi capacità di guida a dimostrazione che pista (Curuchet aveva partecipato alla Sei Giorni delle Rose di Fiorenzuola pochi giorni prima con ottimi piazzamenti anche nelle gare di Classe 1 UCI) e fixed possono essere settori in dialogo e funzionali l’uni all’altro. Gian Luca Remondi (altro ex pistard, ora amatore UISP con ottimi risultati ma già più volte vincitore di maglie tricolori in pista) chiude secondo dimostrando un ottima crescita Andrea Tincani precede Lezica per il podio.
CLASSIFICA MASCHILE


Con le due vittorie e il 4° posto di Lezica il team T°RED FACTORY RACING riconquista la vetta del RANKING a squadre su IRD SQUADRA CORSE mentre il team DRALI in gara solo con Simone Cerio perde la leadership.

RANKING SQUADRE*
RANKING INDIVIDUALE


Prossima gara il 6 luglio ad Abbiategrasso (CAR IS OVER CRITERIUM) prima della novità della cronoscalata del San Luca inserita nel calendario FCI prevista per la serata di giovedì 11 luglio a Bologna.


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