Stefano Capponi e Martina Biolo sono i nuovi Campioni Italiani fixed 2019.

Quando in palio c’è un titolo può succedere di tutto. Ogni atleta, ogni corridore butta il cuore oltre l’ostacolo per fregiarsi del tricolore per indossare quella maglia sogno di tanti e realtà, ogni anno, soltanto di uno. Il Campionato Italiano FIXED arriva alla sua terza edizione dopo l’apertura di Salsomaggiore (Martino Poccianti – Paola Panzeri) la Coppa Agostoni di Lissone dello scorso anno (Giovanni Longo – Elena Valentini) è Roma nel suo Porto Turistico ad ospitare il Campionato Italiano su un percorso con rettilinei velocissimi e tre insidiosissime curve a 180° oltre a una “esse” da prendere full gas.
Ai corridori il percorso sembra comunque piacere con un format stile REDHOOK che prevede qualifiche, ripescaggi in una manche LAST CHANCE e una sola finale uomini. Per le ragazze la qualifica serve a stabilire la griglia di partenza la finale ad assegnare la maglia.
La gara non è ancora partita è già nei giri di ricognizione l’asfalto scivoloso tradisce Paola Panzeri che scivola a terra riportando escoriazioni che di certo non la tranquillizzano sulla gara.
Nelle prove libere è “guerra” per la scelta del rapporto i lunghi rettilinei (400 e 450 metri) portano a scegliere il 14 come scelta (quasi) obbligata ma i tre tornanti stretti e l’insidiosa curva prima del rettilineo d’arrivo (con volata lunga più di 200 metri) non consentono il “rapportone” in stile “Bovisa” In qualifica i migliori optano per un 49×14 forse un po’ impegnativo da rilanciare in uscita dai tornanti ma che permette di evitare i fuorigiri sul dritto.
Nella prima HEAT è Stefano Capponi (PRO BIKE ROMA) a far capire subito di ambire al titolo. La sua società è anche l’organizzatore della gara e a casa sua il romano già nazionale di ciclocross conosce il tracciato in ogni centimetro e regola Mauro Santambrogio (Sartoria Ciclistica) e Mattia Corrocher (T°RED FACTORY RACING)
Nella HEAT 2 nelle fasi iniziali Michael Capati (PPR) scivola senza conseguenze e risale immediatamente in bici raggiungendo Tincani (IRD) e Sacchetti (DRALI REPARTO CORSE) che hanno preso un considerevole vantaggio sul gruppo. Heat lenta che permette a Capati di rientrare sui due e chiudere su Tincani all’arrivo.
Nella HEAT femminile, valida solo per determinare la griglia di partenza, si assiste a una gara in cui nessuna concorrente al titolo rischia nulla e il gruppo mantiene un’andatura da passeggio lasciando scappare Hannah Raymond (DRALI REPARTO CORSE) che pur vittima di una caduta vince in solitaria una gara caratterizzata dal grottesco doppio suono di campana per un “errore” del giudice di gara.
La HEAT di recupero è combattuta e regala ad altri 10 atleti il sogno della finalissima per la maglia.

FINALE FEMMINILE:
Parte in gruppo la finale femminile con un ritmo blando per i primi giri e il gruppo compatto a controllare le principali pretendenti al titolo lasciato vacante dall’assente Elena Valentini. Torna dopo 6 mesi dall’infortunio di Ginevra e 13 giorni dopo l’intervento per la rimozione della placca nella spalla sinistra la giovanissima Francesca Selva (T°RED FACTORY RACING) che corre con i punti sotto il body piuttosto che rinunciare alla “gara dell’anno”. Sono le due Cykeln ad aprire gli attacchi con Letizia Galvani e Giorgia Fraiegari a strappare costringendo Selva, Coltro (IRD) e Panzeri (SYSTEM CARS LOOK COMENSE) a chiudere ad ogni attacco. Selva prova ad allungare a metà gara ma la forma non è quella di sei mesi fa ed è costretta a restare in gruppo e rintuzzare gli attacchi delle altre. E mentre sembra ormai scontata una conclusione in volata è Martina Biolo (TEAM CINELLI) ha sferrare un attacco sorprendente e impeccabile guadagnando terreno con un lungo rapporto e spingendo come in una crono senza mai voltarsi indietro.
Coltro, Fraiegari, Selva e Panzeri si controllano a vicenda lasciando alla Biolo un vantaggio incolmabile che la ventitreenne del team Cinelli amministra a denti stretti in un’impresa d’altri tempi meritando una vittoria che arriva a braccia alzate proprio mentre le inseguitrici lottano per il podio con la Coltro seconda e la Panzeri che recupera su una stoica Selva negli ultimi metri.

CLASSIFICA FINALE FEMMINILE

FINALE MASCHILE
Da brividi la griglia di partenza con Stefano Capponi (PRO BIKE) in “pole” davanti a Andrea Tincani (IRD SQUADRA CORSE) e l’ex professionista Mauro Santambrogio* (Sartoria Ciclistica) e una seconda fila con Michael Capati (PPR TEAM) vincitore della gara di Carpi e leader del ranking italiano, Luca Sacchetti (DRALI REPARTO CORSE) e Mattia Corrocher (T°RED FACTORY RACING) vincitore a Monselice.
Sembrano essere questi sei a doversi giocare il titolo lasciato in palio da Giovanni Longo e già dai primi giri si scava una voragine tra questo drappello – cui si uniscono un sorprendente Alex Verardo (T°RED FACTORY RACING e un Luca Ursino (PRO BIKE ROMA) pronto a dar man forte al compagno di team – in un ritmo insostenibile per gli inseguitori guidati da Bravini (CINELLI TEAM), Cecchinato (T°RED) Simone Cerio (DRALI).
I sette di testa si alternano al comando quasi come in una corsa “scratch” con cambi regolari e senza tentativi di allungo importanti. E’ Verardo a tentare un allungo a metà gara che però paga subito dopo essere stato ripreso dal sestetto degli inseguitori perdendo ad ogni giro la ruota del gruppo di testa. La media elevata impedisce azioni solitarie e ad occhio nessuno ha effettuato scelte coraggiose sul rapporto che possano permettere tattiche differenti da un arrivo in gruppo all’ultimo giro.
Capponi passa in testa all’ultimo giro ma viene scavalcato da Tincani, Corrocher e Capati che affrontano in quest’ordine la “esse” prima dell’ultima curva a destra.
Ed è proprio in questo punto a meno di seicento metri dal traguardo che accade di tutto. Capati in uscita dalla “esse” colpisce le transenne in legno di bordo pista cadendo rovinosamente e rallentando Santambrogio, Capponi approfitta e salta in prima posizione seguito da Corrocher e Tincani che proprio in quel momento si accorge di aver forato e Sacchetti a breve distanza mentre Ursino perde terreno. All’ultima curva sembra che tutto si deciderà in volata tra Capponi e Corrocher ma il diciannovenne di Conegliano sbaglia l’ultima curva e finisce a terra lasciando il via libera alla parata solitaria a braccia alzate di Stefano Capponi che conquista meritatamente il titolo con una gara veloce e senza errori. Sacchetti con una condotta intelligente e veloce porta il team DRALI al secondo posto mentre uno sfortunatissimo Tincani chiude comunque sul podio con la posteriore forata.
Cadute e rallentamenti permettono a Ursino di raggiungere i piedi del podio mentre la volata del gruppo inseguitore è regolata da Simone Cerio (DRALI) su Gianluca Remondi (IRD) e Flavio Mogavero.
E’ sogno per il trentacinquenne crossista romano che sul podio sfoggia l’elmo romano sopra la maglia tricolore per una festa tutta romana.

CLASSIFICA FINALE MASCHILE

Nella classifica per team è sempre lotta punto a punto tra IRD SQUADRA CORSE (235) e DRALI REPARTO CORSE (234) separati da una sola lunghezza mentre T°RED FACTORY RACING (210) complice la caduta di Corrocher e gli scarsi piazzamenti del resto del team può contare solo sul risultato della rientrante Francesca Selva per mantenere il gap colmabile nelle ultime tre gare di Campionato.

RANKING TEAM



Michael Capati nel frattempo dopo il primo intervento dei paramedici e compresa la gravità dell’infortunio viene immobilizzato e portato con urgenza all’ospedale di Ostia. Il ricovero in rianimazione evidenzia la frattura di due vertebre dorsali, della clavicola, del gomito e oltre a un versamento che nelle prime ore preoccupa i medici e non permette di valutare la gravità delle fratture vertebrali.
Fortunatamente, come aggiornato quotidianamente sulla pagina facebook di Fixeditalia, la situazione del giovane leader del ranking italiano si stabilizza scongiurando lesioni spinali e interventi chirurgici.
Il compagno di squadra di Michael Roberto Russo (che ringraziamo per le notizie in tempo reale) ci informa che le condizioni di Michael sono stabili e che dovrà seguire un lungo periodo di convalescenza certi di un suo rientro nel circus “fixed”.
Nessuna conseguenza grave invece, per Mattia Corrocher.



* Segnaliamo che l’iscrizione di Mauro Santambrogio è stata contestata da alcuni team per violazione del codice etico della Federciclismo che vieta ad atleti che hanno scontato condanne per doping da elite di tesserarsi “master”. (QUI I DETTAGLI) Il suo tesseramento (e dunque la sua partecipazione alla gara) risulta a tutti gli effetti non legale.

Foto @6stili #6stili – www.luigisestili.com 


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